L’intervento di Cavallini, pubblicato sui media locali come contributo personale, ha infatti messo in luce sensibilità e visioni non sempre convergenti sul futuro istituzionale della Mesolcina. Nel suo scritto, il vicesindaco di Roveredo ha richiamato la necessità di affrontare il tema delle aggregazioni in modo pragmatico e strutturale, rilanciando anche l’ipotesi di una valle articolata in tre comuni. Una proposta che, pur inserendosi in un dibattito più ampio e ricorrente sulle aggregazioni, ha suscitato prese di posizione molto differenti. Keystone-ATS ha condotto un sondaggio tra i comuni della valle: alcuni hanno rilasciato dichiarazioni, mentre altri hanno deciso di non fornire alcuna risposta.
San Vittore: "Un amaro in bocca"
La sindaca di San Vittore, Elena Pizzetti, a nome dell’intero municipio, non ha nascosto il suo disappunto. Le parole di Cavallini hanno lasciato "un amaro in bocca", ha spiegato a Keystone-ATS, respingendo l’idea che San Vittore non sia disposto al dialogo sul futuro istituzionale della valle.
Pizzetti ha chiarito però che il Comune non intende aggregarsi unicamente per ragioni finanziarie o per accedere a maggiori contributi cantonali. L’aggregazione, ha sottolineato, è paragonabile a un matrimonio e "non ci si sposa solo per i vantaggi economici". Prima di parlare di fusioni, secondo la sindaca, Roveredo dovrebbe concentrarsi sul rendere il proprio paese attrattivo per i residenti.
Anche l’ipotesi di una suddivisione in tre comuni non ha convinto la sindaca: a suo avviso, avrebbe piuttosto senso una distinzione tra bassa valle, fino a Cama, e alta valle, da Lostallo a Mesocco. Il municipio, ha concluso, affronterà il tema con la popolazione in assemblea comunale.
Grono: analisi e pianificazione
A Grono il tema è stato affrontato dal sindaco in chiave di analisi e pianificazione futura. Interpellato da Keystone-ATS, Samuele Censi ha spiegato di aver riportato la questione all’ultima Conferenza dei sindaci della Regione Moesa, svoltasi a fine 2025, dove "ciò ha generato una prima interessante e costruttiva discussione".
Censi ha ricordato inoltre come l’ultima analisi complessiva delle strutture comunali risalga al 2010 e ha sottolineato che, nel frattempo, il contesto è cambiato, anche alla luce delle fusioni che hanno portato alla nascita dei Comuni di Calanca e del nuovo Grono. Dopo quindici anni, ha spiegato, sarebbe opportuno interrogarsi sull’assetto istituzionale, soprattutto perché diversi settori tecnici e specialistici risultano sempre più complessi e onerosi da gestire a livello di singolo Comune.
L’auspicio del sindaco è che già nel 2026 si possa avviare uno studio aggiornato sulle strutture comunali, considerandolo un tema strategico regionale. Quanto all’ipotesi di tre comuni, Censi ha esortato alla cautela: "Potrebbe essere una soluzione, ma è prematuro affermarlo ora".
Lostallo: prima la collaborazione
Anche a Lostallo la questione è stata discussa in Municipio. Il sindaco Moreno Monticelli ritiene che, prima di parlare di aggregazioni, sia necessario "rafforzare la collaborazione tra i Comuni". Se la cooperazione intercomunale funziona, ha osservato, diventa più semplice anche immaginare un passo ulteriore verso una fusione. Monticelli si è inoltre detto favorevole alla suddivisione della valle proposta da Cavallini.