Di nuova era ha parlato il consigliere federale Ignazio Cassis, prendendo spunto dall'aria che si è respirata al WEF, che ha registrato un numero record di partecipanti. La percezione di un mondo che sta cambiando era palpabile.
Durante il summit di Davos si è fra le altre cose fatto un passo importante verso l'ormai famoso Board o peace voluto dal presidente statunitense Donald Trump. Il repubblicano ha in effetti firmato la carta fondatrice di questo nuovo Consiglio per la Pace, nei cui confronti la Confederazione si pone per ora in maniera prudente.
Nella giornata odierna non sono previsti grandi appuntamenti in programma. In circa 15 minuti verranno riassunti i temi salienti di questa edizione del Forum economico. Seguiranno poi i bilanci delle forze di sicurezza, particolarmente sotto pressione visto l'arrivo del presidente Usa e di altre personalità internazionali: 64 i capi di Stato e di governo presenti.
Vigili del fuoco e proteste
Nel corso dell'evento internazionale si è reso due volte necessario l'intervento dei vigili del fuoco, per episodi minori. Di fianco a un hotel ha preso fuoco una piccola capanna per la fondue. A causa del fumo l'albergo è stato evacuato. Al centro congressi è invece scattato l'allarme antincendio, ma nessuno rogo è stato individuato.
Sorprendentemente tranquille sono poi risultate le azioni di protesta a Davos. La marcia autorizzata dei giovani socialisti (Giso o Juso) ha attirato un po' più partecipanti rispetto agli anni passati e si è svolta pacificamente. Anche una protesta non autorizzata con immagini satiriche di Trump ha avuto luogo senza incidenti, così come non ha creato problemi un'installazione luminosa su una montagna.
A essere degenerata è invece una manifestazione anti WEF a Zurigo, dove lunedì sera si sono registrati numerosi danneggiamenti e anche feriti.