Stagione invernale in chiaroscuro dopo Crans-Montana

La tragedia di Crans-Montana ha inciso sulla stagione invernale in Svizzera. Nel settore si ritiene che il dramma in Vallese abbia avuto almeno nel breve termine un impatto sull'immagine e sul morale dei turisti, in particolare per quanto riguarda après-ski e movida.
11.04.2026
5 min
Una seggiovia in un paesaggio montano innevato, con un uomo che indossa attrezzatura da sci mentre sale verso la cima delle piste. Sullo sfondo, ci
Nella stagione invernale 2025/26 gli impianti di risalita svizzeri hanno registrato un'affluenza inferiore rispetto all'anno scorso. (Foto archivio).
© Keystone-ATS / Jozef Niedzialek

"È evidente che l'incendio del locale 'Le Constellation' ha avuto ripercussioni sulle località sciistiche svizzere e in particolare su quelle vallesane, soprattutto in termini di immagine", ha dichiarato Simon Wiget, direttore presso l'ente turistico di Verbier (VS), interpellato dall'agenzia Keystone-ATS.

Può darsi che la copertura mediatica, sensazionalistica ed emotiva, ha in parte minato l'immagine di "porto sicuro" di cui gode la Confederazione all'estero, spiega. "Resta ora da capire per quanto tempo si protrarranno questi effetti", aggiunge.

Una valutazione più positiva giunge invece da Zermatt (VS). "A nostro avviso, l'incidente non ha avuto conseguenze durature sulla domanda nella nostra località. La tragedia non ha inciso in modo percepibile sulle prenotazioni o sul comportamento di viaggio degli ospiti, pur essendo stata vissuta con grande partecipazione emotiva", ha indicato un portavoce dell'ufficio turistico della rinomata destinazione vallesana.

Due mesi duri per Crans-Montana

E che cosa dice la destinazione turistica che è stata teatro del dramma di Capodanno? "Tra gennaio e febbraio abbiamo registrato un calo dei pernottamenti del 13,2%", ha dichiarato Bruno Huggler, direttore dell'ente turistico di Crans-Montana, interpellato da Keystone-ATS.

Il rogo del 1° gennaio "ha senza dubbio avuto un impatto immediato, in particolare sui pernottamenti alberghieri e sul fatturato di alcuni esercizi commerciali e ristoranti. La situazione resta tuttavia eterogenea e non ha colpito tutti gli operatori allo stesso modo", ha precisato.

"Per quanto riguarda la frequentazione complessiva", ha aggiunto Huggler, "considerando tutte le forme di alloggio, tra gennaio e marzo osserviamo invece una stabilità rispetto al 2025". Questo andamento si spiega in particolare con la fedeltà della clientela abituale e con la forte presenza di proprietari di residenze secondarie, che hanno continuato a frequentare Crans-Montana anche durante l'inverno, nonostante la tragica vicenda.

Rispetto all'inverno 2024-2025, è aumentato il numero di ospiti provenienti dal mercato statunitense, mentre si registra un calo da alcuni mercati europei. "Questa evoluzione va tuttavia inserita in un contesto più ampio, in particolare in relazione alla forza del franco svizzero", ha concluso Huggler, dicendosi "fiducioso per la stagione estiva".

Affluenza in calo

Cifre alla mano, nonostante la catastrofe questo inverno il Vallese è stato l'unico cantone ad aver raggiunto quasi la medesima affluenza della scorsa stagione, come ha constatato Funivie Svizzere.

In tutte le altre regioni si è registrato un calo delle presenze, particolarmente marcato per quanto riguarda gli impianti di risalita nella Svizzera orientale (-10%). Nell'Oberland bernese la flessione è stata del 6%, mentre nei Grigioni del 2%.

Nel complesso, la stagione invernale (dati fino alla fine di marzo) ha visto una diminuzione degli ospiti a livello nazionale. Il calo - evidenzia l'associazione di categoria - si attesta attorno al 4% rispetto all'anno precedente.

Funivie Svizzere parla di differenze significative a seconda del periodo: durante le vacanze, tra metà gennaio e metà marzo, il calo è stato del 2%, mentre durante le festività di Natale e Capodanno si è attestato a ben il 14%.

Calendario sfavorevole

Tra i motivi figurano però in particolare le condizioni meteorologiche più miti e la data delle vacanze scolastiche, che quest'anno sono cadute in gran parte nel mese di febbraio.

Anche i Grigioni puntano il dito contro il "calendario sfavorevole": "La causa principale del calo è proprio la distribuzione delle vacanze nei nostri mercati principali, Svizzera e Germania. Nel 2025 erano distribuite tra fine gennaio e metà marzo, mentre quest'anno si sono concentrate fortemente su febbraio. Ciò ha comportato una sensibile diminuzione dei pernottamenti a marzo, nonostante le eccellenti condizioni delle piste", ha spiegato Bernhard Aeschbacher, direttore di Tourismus Engadin Scuol Samnaun Val Müstair.

Finora, la Bassa Engadina non è riuscita a diversificare sufficientemente i mercati per ridurre la dipendenza dalle vacanze scolastiche invernali. Da Zernez a Martina si registra un calo del 2,9% fino a fine marzo. Solo Samnaun mostra un andamento positivo, con un incremento del 2,4% rispetto all'anno precedente, anche grazie a una stagione sciistica che prosegue fino al 3 maggio, spiega Aeschbacher.

Stagione record a Villars

Nelle Alpi vodesi, invece, le funivie di Villars-Gryon-Diablerets registrano risultati molto positivi. "Nonostante uno scarso innevamento a Natale e la concentrazione delle vacanze scolastiche di febbraio, la stazione è riuscita a distinguersi nei mesi di marzo e aprile grazie alla clientela Magic Pass (60% dei visitatori)", si legge in un comunicato. Durante il fine settimana di Pasqua, ad esempio, ben 20'000 sciatori hanno sono accorsi sulle piste del comprensorio vodese.

Con oltre 720'000 sciatori dal 29 novembre, la stazione è sulla buona strada per registrare la migliore stagione di sempre. La chiusura è prevista per domenica, con un aumento delle presenze del 3% rispetto all'inverno precedente, già da record.

Anche gli impianti di risalita friburghesi hanno registrato dati "rassicuranti" per la stagione invernale. Nonostante condizioni meteorologiche variabili, si sono raggiunti quasi 275'000 primi ingressi, in linea con la media delle ultime cinque stagioni.