Premi svizzeri di letteratura 2026, premiati due grigionesi

L'Ufficio federale della cultura (UFC) ha reso noto oggi i vincitori dei Premi svizzeri di letteratura, assegnati a sette autori, tra cui, la valposchiavina d'adozione Begoña Feijoo Fariña per il suo ultimo libro "Come onde di passaggio". Fra i premiati anche il romancio Asa Hendry. I riconoscimenti verranno consegnati il 15 maggio nel quadro delle Giornate letterarie di Soletta.
19.02.2026
4 min
Una donna con capelli rasati e orecchini, seduta su una poltrona, osserva la fotocamera con un'espressione pensierosa. Indossa un maglione
L'autrice valposchiavina d'adozione, Begoña Feijoo Fariña, si è aggiudicata uno dei sette premi messi in palio dalla giuria. Fra i premiati anche il romancio Asa Hendry.
© Keystone-ATS / Maria Svitlychna

Per "Come onde di passaggio", Begoña Feijoo Fariña ha già ricevuto il Premio letterario grigione 2026 a inizio mese. L'autrice, nata nel 1977 a Vilanova De Arousa in Galizia (Spagna), vive in Svizzera da oltre trent'anni. Dal 2015 abita a Poschiavo.

Il suo ultimo libro pone al centro il crollo del ponte Morandi di Genova, avvenuto il 14 agosto del 2018, e la vita di cinque persone che non sembrano collegate fra loro. "Un romanzo dalla prosa elegante che ci mostra come una tragedia collettiva possa, anche senza perdite definitive dirette, portare a trasformazioni profonde", indica la giuria nel suo elogio.

"È un libro che ho scritto di fretta, nel giro di alcuni mesi. Ho iniziato a scriverlo subito al computer, quando di solito una gran parte la scrivo a mano e poi la ribatto con la tastiera", aveva spiegato l'autrice a Keystone-ATS.

L'anno scorso Feijoo Fariña, laureatasi in biologia, era già stata insignita di un riconoscimento per la sua attività quale scrittrice e organizzatrice culturale. È cofondatrice della compagnia teatrale inauDita, direttrice artistica e organizzatrice della rassegna di teatro contemporaneo I MONOLOGANTI. È inoltre l'ideatrice del festival "Lettere dalla Svizzera alla Valposchiavo", dedicato alla produzione letteraria svizzera nelle quattro lingue nazionali.

I sette laureati ricevono 25'000 franchi ciascuno e beneficiano di un sostegno specifico volto a far conoscere le opere premiate a livello nazionale e internazionale.

La lista completa dei premiati

-Sandro Marcacci, "Me taire" (Éditions d'en-bas)

Questo autore neocastellano di origini ticinesi, classe 1963, ripercorre la storia di una giovane donna incinta e obbligata a sposarsi. Malata di tubercolosi, sarà separata dalla figlia per due anni di cure. Si rifugia in un monologo silenzioso con la gemella scomparsa.

-Antoine Rubin, "Calcaires" (Éditions La Veilleuse)

In "Calcaires", Rubin, antropologo e scrittore nato a St-Imier (BE) nel 1990, esplora la dorsale del Giura e la foresta boreale del Canada. Il suo libro si concentra sui molteplici usi della roccia calcarea, "materia prima della cementificazione del mondo" e "ultimo ricettacolo dei nostri rifiuti nucleari".

-Martina Clavadetscher, "Die Schrecken der anderen" (C.H. Beck)

Nell'ultimo romanzo dell'autrice di Zugo (1979), l'ideologia nazista ribolle sotto la superficie. Mescolando fatti storici e finzione, l'autrice mette in guardia dal pericolo dell'oblio.

-Begoña Feijoo Fariña, "Come onde di passaggio" (Gabriele Capelli Editore)

Con cinque vite, cinque personaggi, cinque esistenze modeste e ordinarie a Genova, la scrittrice di origine spagnola, residente da tempo a Poschiavo (GR), ambienta la trama a pochi giorni dal crollo del ponte Morandi di Genova.

-Asa Hendry, "archiv" (Chasa Editura Rumantscha)

Il giovane scrittore grigionese non binario, classe 1999, affronta in questo testo i traumi intergenerazionali nell'agricoltura di montagna. Al centro c'è il rapporto tra il giovane narratore e il padre silenzioso.

-Jonas Lüscher, "Verzauberte Vorbestimmung" (Carl Hanser Verlag)

Lo scrittore e filosofo zurighese Jonas Lüscher (1976) si è gravemente ammalato di Covid-19 nel 2020. È entrato in coma ed è sopravvissuto per un soffio e ciò grazie all'aiuto delle macchine. In questo testo esplora questa esperienza esistenziale. Si interroga anche su come una diffidenza generale nei confronti della tecnologia possa essere conciliabile con il fatto che la sua sopravvivenza sia dipesa proprio dalla tecnologia più avanzata.

-Nora Osagiobare, "Daily Soap" (Kein & Aber)

Osagiobare, classe 1992, è nata e cresciuta a Zurigo. Figlia di padre nigeriano e madre svizzera, ha dovuto affrontare il razzismo sin dalla più tenera età. Ha trasformato le sue esperienze in un romanzo. "Daily Soap" è, nonostante il tema difficile, estremamente divertente.