Più interventi di soccorso, ma meno vittime in montagna nel 2025

Interventi di soccorso in montagna in aumento nel 2025, anche se buona parte delle chiamate riguardavano persone esauste, smarrite o bloccate. Per contro la mortalità ha raggiunto il livello più basso degli ultimi dieci anni. È quanto emerge da una statistica del Club Alpino Svizzero (CAS).
27.03.2026
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Tre persone camminano lungo un sentiero montano roccioso, con vista su cime innevate e nuvole grigie nel cielo.
L'anno scorso il numero di persone soccorse in montagna sono state 4'000. In calo i decessi: in Svizzera sono stati 98, di cui 12 sono stati registrati nei Grigioni. (immagine simbolica).
© Keystone-ATS / Arno Balzarini

Nell'anno in rassegna i decessi di persone che praticavano sport di montagna classici sono stati 98, in calo rispetto a una media di 119 decessi all'anno nell'ultimo decennio. Nelle Alpi grigionesi (Moesano escluso) sono stati registrati 12 incidenti mortali.

Le persone soccorse sono state quasi 4.000, con un aumento di circa l'11% rispetto alla media degli anni dal 2020 al 2024, si legge in una nota odierna del CAS. Questo incremento potrebbe spiegarsi con una maggiore frequentazione delle montagne, testimoniata anche dai record di pernottamenti nei rifugi.

Le escursioni a piedi concentrano il 46% delle emergenze, seguite dalle escursioni con gli sci e dall'alta montagna (14% ciascuna). Le cadute restano la causa più frequente. Un numero maggiore di persone ha allertato i soccorsi perché smarrite, bloccate o esauste. Queste situazioni di emergenza si sono verificate con particolare frequenza durante escursioni in alta quota o trekking, ha riferito il CAS. La percentuale di persone soccorse illese ha raggiunto il 38% (era il 29% nel 2020), pari a circa 1.500 casi.

Secondo il CAS, una migliore copertura di rete mobile e un'organizzazione dei soccorsi più efficiente permettono interventi più tempestivi. L'organizzazione sottolinea l'importanza di una preparazione adeguata prima di ogni uscita in montagna.