"Vogliamo ancora un ospedale in Alta Engadina in futuro? Sì o no? È la domanda centrale di questa serata", ha detto la presidente del Consiglio della Fondazione Sanitaria Alta Engadina (FSAE), Selina Nicolay, all'inizio dell'assemblea comunale a Bever (GR). La popolazione dei nove Comuni ha risposto a questa domanda in modo chiaro. Alcune assemblee hanno registrato un record di partecipazione, ad esempio a Samedan, dove si sono presentati 429 aventi diritto di voto.
La popolazione ha accettato, in alcuni casi all'unanimità, di costituire il nuovo ente di gestione "Sanadura" e il credito di 19,5 milioni di franchi per tre accordi di prestazione. Il primo garantirà l'assistenza sanitaria tramite un nuovo contratto con l'ospedale cantonale di Coira e la Clinica Gut con sede a St. Moritz (GR). Questo contratto sarà valido da inizio aprile fino alla fine del 2026. Un accordo pluriennale verrà preparato nei prossimi mesi e posto in votazione quest'autunno. Due altri accordi di prestazione sono necessari per garantire la cura a lungo termine, che comprende le case anziani e il servizio Spitex.
Tagli al personale e alle prestazioni
Malgrado l'esito positivo la riorganizzazione della sanità in Alta Engadina avrà delle conseguenze per il personale ospedaliero. 48 persone, prevalentemente impiegate nel settore delle cure, perderanno il proprio posto di lavoro alla fine di marzo. Ciò comporterà anche un taglio alle prestazioni e al numero di letti. Tre dei sette piani verranno chiusi. Il numero di casi stazionari diminuirà.
A Samedan (GR) continuerà ad esserci un servizio di pronto soccorso, il reparto chirurgico, la ginecologia e l'ostetricia, la pediatria, la radiologia, la traumatologia, l'ortopedia e una stazione di terapia semi-intensiva. A ciò si aggiungono le offerte ambulatoriali specialistiche come la dialisi e l'oncologia.
Dopo le assemblee comunali di stasera in nove Comuni retici, manca ora solo il voto di Zuoz (4 marzo) e St. Moritz (8 marzo).