Fra gli indicatori della perdita di slancio c'è il calo di esportazioni verso Italia e Germania a partire da novembre dell'anno scorso. Verso questi Paesi i Grigioni esportano circa il 30% di prodotti provenienti dall'industria chimica e farmaceutica, ingegneria meccanica, elettronica, ottica ed elettrotecnica.
"Le ragioni potrebbero risiedere sia nella debolezza congiunturale di Germania e Italia sia nella politica commerciale americana. La contrazione delle esportazioni di detti paesi verso gli USA si ripercuote anche sui fornitori dei Grigioni", si legge nello studio. Le turbolenze economiche internazionali si fanno dunque sempre più sentire sulla congiuntura grigionese, che al momento è ancora stabile.
Calo del traffico di autocarri e delle offerte di lavoro
Un altro indicatore importante dell'attività economica nell'industria, nell'artigianato e nell'edilizia è il traffico di autocarri. In media presso le postazioni di conteggio dell'Ufficio federale per le strade nei Grigioni è stato registrato un calo del 9% nel 2025.
L'andamento incerto dell'economia si ripercuote anche sulle nuove assunzioni. "A marzo 2026 il numero di annunci di lavoro è inferiore del 21% rispetto all'anno precedente. Al momento non è possibile affermare con certezza che questo calo sia già una conseguenza della guerra in Iran", si evince dallo studio.
Ogni settore mostra un andamento diverso. In quello edile il numero di persone in cerca di occupazione è rimasto costante. Negli altri settori si registra invece un aumento, soprattutto nel commercio al dettaglio e all'ingrosso. Anche nel settore sanitario i lavoratori in cerca di un impiego sono in aumento, sebbene si lamenti spesso una carenza di personale specializzato.
È invece positivo l'andamento del turismo, settore che genera circa un quarto dell'indotto economico cantonale. Nel 2025 i pernottamenti sono aumentati del 3%, un dato superiore alla media svizzera. L'andamento positivo è proseguito anche nei primi mesi del 2026.