Impianto BerninaSolar, ancora lontano dal vedere la luce

A poco più di un anno dalla prevista chiusura dell’iter autorizzativo, il progetto dell'impianto fotovoltaico alpino sul Passo del Bernina in alta Valposchiavo si trova ancora in una fase di stallo. Il Canton Grigioni conferma la carenza di documenti. I promotori spiegano il nodo tecnico: serve un potenziamento della rete a Cavaglia, previsto tra giugno e ottobre. Gli investitori per ora restano.
24.03.2026
3 min
Due ciclisti in un paesaggio montano, con pannelli solari sullo sfondo. Il cielo è parzialmente nuvoloso e il terreno è verde e secco.
Per il momento rimane una visualizzazione: un pannello solare dell'impianto alpino BerninaSolar sul Passo del Bernina.
© Keystone-ATS

Le ultime verifiche effettuate in questi giorni presso l'Ufficio dell'energia e dei trasporti del Canton Grigioni e con il promotore dell'iniziativa, Michael Jörg, dipingono un quadro complesso, dove la burocrazia si intreccia con criticità tecniche inedite legate alla connessione alla rete elettrica.

La posizione del Cantone: dossier incompleto

Contrariamente alle aspettative espresse nella primavera del 2025, l'autorizzazione non è imminente. Interpellato da Keystone-ATS sulla situazione attuale, Thomas Schmid, responsabile dell'Ufficio dell’energia e dei trasporti del Canton Grigioni, ha chiarito che la domanda per il permesso di costruzione "fuori zona" (BAB) è sì in lavorazione, ma ferma a un punto cruciale. "L’amministrazione ha richiesto alla proponente diversi documenti integrativi che, ad oggi, non sono ancora pervenuti", ha dichiarato Schmid. Di conseguenza, "non è possibile fare alcuna previsione sui tempi di un'eventuale approvazione". Una dichiarazione che ridimensiona le tempistiche precedentemente ipotizzate e sposta l'attenzione sulle carte mancanti.

Il nodo tecnico: Repower e la capacità di rete

A fare luce sulle ragioni di questo ritardo e sulle nuove complessità tecniche è lo stesso Michael Jörg. Il ridimensionamento del progettoda 80 a 58 ettari, operato come gesto di apertura verso le istanze ambientaliste, ha comportato una revisione della strategia di allacciamento. "Inizialmente si prevedeva di convogliare l'energia prodotta attraverso una piccolo sottostazione sulla linea ad alta tensione di Repower", spiega Jörg. "Tuttavia, il progetto si basava sull'assunto che l'intera capacità tecnica della linea fosse disponibile. Per motivi operativi legati all'ottimizzazione del pompaggio del Lago Bianco, Repower, in qualità di gestore di rete, ha rilasciato inizialmente solo il 50% della capacità tecnica nel permesso di costruzione".

Per sbloccare la situazione e utilizzare il 100% della linea, indispensabile per la redditività dell'impianto, si rende necessario un intervento infrastrutturale. "È necessario un rafforzamento della rete", prosegue Jörg. "Repower ha presentato una domanda di potenziamento per la sottostazione di Cavaglia, finanziata dalla Bernina Solar SA. La pratica è stata pubblicata sul Foglio ufficiale del Canton Grigioni all'inizio del 2026".

I tempi per questa procedura accessoria sono lunghi: "Si prevede una conclusione tra giugno e ottobre 2026". Solo a quel punto, e dopo l'approvazione dell'Ufficio federale dell'ispettorato delle installazioni a corrente forte (ESTI), l'Ufficio dell'energia grigionese potrà rilasciare il nullaosta definitivo, avendo subordinato il permesso di costruzione alla garanzia del 100% della capacità di deflusso.

Ostacoli burocratici e incertezza degli investitori

Oltre agli aspetti tecnici, si attende anche il via libera del Servizio monumenti, che ha richiesto ulteriori dettagli sul potenziale impatto visivo dellîmpianto. Nonostante la struttura societaria della Bernina Solar resti invariata, Jörg teme che le lungaggini procedurali possano raffreddare l’interesse dei partner finanziari.

Non risultano nuove opposizioni da parte di organizzazioni ambientaliste o del Comune di Poschiavo, confermando l'attrattività del Passo del Bernina. Tuttavia, il nodo resta economico: gli alti costi di costruzione in quota e gli oneri burocratici pesano più delle recenti semplificazioni normative.

La fine dell'urgenza legata al "Solarexpress" ha allentato la pressione sulle scadenze, ma non ha abbattuto le barriere logistiche. I prossimi mesi, fino all'autunno 2026, saranno decisivi per capire se il progetto diventerà realtà.