Il Politecnico di Losanna studia il borgo di Cavaione

Dal 3 al 7 luglio il borgo storico "I Betin" a Cavaione, nel Comune di Brusio, diventerà il cantiere didattico di una ventina di studenti di architettura del Politecnico federale di Losanna (EPFL). Promosso dal Laboratorio delle Arti per le Scienze (LAPIS), il workshop mira a rilevare e ridisegnare in scala un insediamento rurale dalle caratteristiche uniche, mai indagato in precedenza.
01.07.2026
3 min
Panorama di una valle alpina con un villaggio sul pendio, circondato da colline verdi e montagne. Cielo sereno e soli.
A sinistra il nucleo storico "I Betin" nella frazione di Cavaione nel Comune di Brusio. Ad oggi vivono ancora otto persone nel paese.
© Keystone-ATS / Gian Ehrenzeller

La scelta di Cavaione non è casuale. "Il motivo è duplice: patrimoniale e logistico", spiega a Keystone-ATS Riccardo Acquistapace, responsabile del workshop. Il borgo a 1'300 metri di quota, iscritto all'Inventario degli insediamenti svizzeri da proteggere (ISOS), presenta una tipologia abitativa peculiare, dettata dalla ripida pendenza del terreno, con i locali sovrapposti. L'obiettivo è stabilire uno stato di fatto accurato, utile per ipotizzare le fasi di sviluppo storico del nucleo e per supportare futuri interventi di restauro. Senza preconcetti, il gruppo di lavoro si concentrerà sugli aspetti tipologici, sperando di riportare alla luce originarie ripartizioni degli spazi e volte.

Per i giovani architetti, provenienti da tutta la Svizzera, l'approccio sarà di scoperta diretta. Finita la sessione d'esami, gli studenti si immergeranno nel territorio, affiancando al rilievo tecnico escursioni sul campo, inclusa la visita al Mulino Aino di Poschiavo, per comprendere le specificità dei "crott" e del tessuto rurale locale.

Da Blatten a Cavaione, paesi montani sotto la lente

In un'epoca segnata dallo spopolamento dei borghi alpini, l'attenzione di un ateneo come l'EPFL verso una micro-realtà assume un valore simbolico e pratico. Il LAPIS studia infatti come i piccoli centri montani possano accogliere nuove funzioni e abitanti, analizzando anche casi estremi come quello di Blatten, nel Canton Vallese, inghiottito l'anno scorso da una frana. "È fondamentale che il mondo accademico non si chiuda in sé stesso, ma coinvolga la popolazione per valorizzare il patrimonio costruito", sottolinea Acquistapace.

Due eventi aperti alla popolazione

Il workshop si aprirà alla cittadinanza con due appuntamenti gratuiti. Si inizia venerdì 3 luglio alle 18.30 alla Vecchia Scuola di Cavaione con una conferenza dello storico Fabrizio Lardi, che introdurrà gli studenti - in gran parte francofoni - al contesto locale. Il secondo evento è in programma lunedì 6 luglio alle 18.30 al Museo Casa Besta di Brusio: una tavola rotonda sui primi risultati del rilievo, alla quale parteciperanno Nicola Braghieri, professore EPFL e direttore del LAPIS, e Albina Cereghetti, conservatrice del Servizio monumenti del Canton Grigioni.

La presenza di quest'ultimo testimonia l'interesse istituzionale per queste sinergie. Il Cantone ha una tradizione di collaborazioni con atenei per il rilievo del patrimonio rurale, come avvenuto negli anni Ottanta a Soglio e a Soazza. La documentazione prodotta a Cavaione si inserisce idealmente nel recente censimento patrimoniale del Comune di Brusio, confermando come la tutela delle Alpi passi anche attraverso la conoscenza condivisa.

Cavaione ha infine una storia del tutto particolare. Si tratta, infatti, dell'ultimo paese entrato a far parte della Confederazione Elvetica. Nel 1875, dopo essere appartenuto prima all'Impero austriaco e poi all'Italia, i suoi abitanti hanno ottenuto ufficialmente la cittadinanza svizzera.