Quattro dei cinque comuni della Val Calanca hanno deciso di avviare uno studio di fattibilità in vista di un possibile progetto di fusione. Lo comunicano in una nota congiunta diffusa oggi.
Il nuovo Comune, qualora l’aggregazione andasse in porto, conterebbe circa 600 abitanti e si estenderebbe su una superficie di 117 chilometri quadrati, pari a circa un quarto dell’intera regione Moesa.
Non partecipa per il momento il Comune di Castaneda, che ha deciso di non aderire allo studio. I quattro Comuni coinvolti si dicono rammaricati per questa scelta, pur sottolineando che la porta resta aperta a un eventuale ripensamento.
Organizzazione e tempistiche
Lo studio, che sarà affidato alla società Consavis di Lugano, analizzerà diversi aspetti, tra cui l’organizzazione istituzionale, la situazione finanziaria, i servizi alla popolazione, la gestione del territorio e le prospettive di sviluppo della valle. L’obiettivo è mettere a disposizione delle autorità e dei cittadini informazioni chiare e trasparenti.
Secondo la pianificazione, i lavori dovrebbero concludersi nel corso del 2027. Nel frattempo sono previsti momenti pubblici di informazione e confronto, già entro la fine del 2026.
A livello organizzativo è stata istituita una Commissione Fusione Valle Calanca, composta dai quattro sindaci e da un municipale per Comune. La presidenza è affidata alla granconsigliera Rosanna Spagnolatti (Centro).
Sfide amministrative e ricambio generazionale
Interpellata sulle tempistiche, Spagnolatti ha spiegato a Keystone-ATS che "la discussione è iniziata già alla fine dello scorso anno" e che "tutti e cinque i Comuni si sono riuniti per affrontare il tema". Secondo la presidente della commissione, era giunto il momento per riprendere in mano il dossier.
Tra le motivazioni vi sono anche ragioni pratiche: "Nei prossimi quattro-cinque anni andranno in pensione tutti i segretari comunali e dal punto di vista amministrativo la gestione diventa sempre più complessa", ha affermato. A ciò si aggiungono difficoltà nel reperire membri per gli esecutivi comunali.
Spagnolatti ha inoltre sottolineato che l'ideale sarebbe una fusione con tutti i Comuni della valle, ma precisato che si è deciso comunque di iniziare il percorso, "così da permettere alla popolazione di disporre delle informazioni necessarie per esprimersi".
La decisione finale spetterà infatti alle assemblee comunali dei quattro enti coinvolti.