Azienda calanchina Polti SA acquistata da un gruppo sangallese

La Alfredo Polti SA, storica azienda attiva da oltre un secolo nell’estrazione dello gneiss in Val Calanca, entrerà a far parte del Gruppo Bärlocher, impresa sangallese attiva nel settore della pietra naturale, dal primo gennaio 2027. Il marchio sarà mantenuto, i posti di lavoro resteranno invariati e la direzione operativa rimarrà in valle, mentre l’amministrazione sarà centralizzata a Staad.
25.02.2026
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Una vista panoramica di una cava di marmo con pendii rocciosi e detriti, circondata da vegetazione e case di un villaggio in lontananza. Una strada
Nella cava di Arvigo, l'azienda Polti SA estrae circa 18'000 metri cubi di gneiss all'anno.
© Keystone-ATS / Karl Mathis

L’attività estrattiva dello gneiss calanchino, ha ricordato il titolare Giovanni Polti ai microfoni della RSI, si tramanda di padre in figlio da oltre un secolo. Il passaggio di proprietà a un'altra azienda è legato all’assenza di un ricambio generazionale all’interno della famiglia, spiega l’imprenditore.

Per il Gruppo Bärlocher, l’aspetto centrale dell’operazione è garantire continuità all’azienda calanchina. "Per noi è la cosa più importante in assoluto", ha dichiarato a Keystone-ATS Christian Bärlocher, ricordando che il gruppo è cliente della Polti SA da circa vent’anni. L’acquisizione, ha aggiunto, risponde anche alla volontà di preservare l’attività estrattiva in Svizzera: "Ogni volta che chiude una cava perdiamo un pezzo di cultura". Con l’integrazione della società grigionese, l’organico del gruppo passerà dagli attuali 80 a 110 collaboratori.

Decisione dettata "dall'amore per la tradizione e il lavoro"

Giovanni Polti sottolinea dal canto suo che l’identità dell’impresa non cambierà. "So che l’azienda rimarrà così com’è", afferma, spiegando che il passaggio sarà graduale. Bärlocher inizierà a essere presente regolarmente in Calanca già prima del 2027 e, una volta completata l’operazione, trascorrerà sul posto due giorni alla settimana.

La decisione, precisa Polti, non è stata dettata da motivi finanziari, bensì "dall’amore per la tradizione e per il lavoro", con l’obiettivo di assicurare un futuro stabile alla realtà calanchina.