L’attività estrattiva dello gneiss calanchino, ha ricordato il titolare Giovanni Polti ai microfoni della RSI, si tramanda di padre in figlio da oltre un secolo. Il passaggio di proprietà a un'altra azienda è legato all’assenza di un ricambio generazionale all’interno della famiglia, spiega l’imprenditore.
Per il Gruppo Bärlocher, l’aspetto centrale dell’operazione è garantire continuità all’azienda calanchina. "Per noi è la cosa più importante in assoluto", ha dichiarato a Keystone-ATS Christian Bärlocher, ricordando che il gruppo è cliente della Polti SA da circa vent’anni. L’acquisizione, ha aggiunto, risponde anche alla volontà di preservare l’attività estrattiva in Svizzera: "Ogni volta che chiude una cava perdiamo un pezzo di cultura". Con l’integrazione della società grigionese, l’organico del gruppo passerà dagli attuali 80 a 110 collaboratori.
Decisione dettata "dall'amore per la tradizione e il lavoro"
Giovanni Polti sottolinea dal canto suo che l’identità dell’impresa non cambierà. "So che l’azienda rimarrà così com’è", afferma, spiegando che il passaggio sarà graduale. Bärlocher inizierà a essere presente regolarmente in Calanca già prima del 2027 e, una volta completata l’operazione, trascorrerà sul posto due giorni alla settimana.
La decisione, precisa Polti, non è stata dettata da motivi finanziari, bensì "dall’amore per la tradizione e per il lavoro", con l’obiettivo di assicurare un futuro stabile alla realtà calanchina.