Alluvione in Mesolcina, pubblicata nuova analisi del Cantone

L'Ufficio foreste e pericoli naturali del Canton Grigioni ha pubblicato oggi l'analisi dell'alluvione, che due anni fa colpì la Mesolcina. Il nubifragio causò due morti, una persona risulta tuttora dispersa. I danni stimati ammontano a circa 84 milioni di franchi.
23.06.2026
4 min
Una frana ha bloccato un fiume, creando un accumulo di rocce e detriti, con case visibili sullo sfondo e persone che osservano.
L'alluvione del 21 giugno 2024 in Mesolcina causò tre vittime nella frazione di Sorte, una delle quali risulta ancora dispersa. (immagine d'archivio).
© Keystone-ATS / Michael Buholzer

Il venerdì sera del 21 giugno 2024, dopo le 18, forti temporali causarono allagamenti diffusi in Mesolcina. La portata del fiume Moesa, misurata alla stazione di Lumino, passò da 50 a oltre 600 metri cubi al secondo. La forza dell'acqua erose circa 200 metri dell'autostrada A13 tra Soazza e Lostallo, mentre a Sorte tre case e tre veicoli furono spazzati via. Diverse decine di persone vennero evacuate.

L'alluvione provocò due morti accertati e una persona risulta tuttora dispersa. I danni materiali sono stimati in circa 84 milioni di franchi. Nonostante la gravità delle conseguenze, l'analisi cantonale non classifica l'evento come estremo o straordinario dal punto di vista statistico: intensità, estensione e processi osservati sono ritenuti paragonabili a eventi storici documentati.

Limiti delle opere di protezione

Secondo il rapporto dell'Ufficio foreste e pericoli naturali, le carte dei pericoli in vigore prima dell'alluvione individuavano in modo generalmente corretto le aree esposte. In oltre l'80% dei torrenti esaminati, le superfici effettivamente colpite rientravano nelle zone di pericolo già identificate. Le valutazioni si sono invece rivelate meno precise per quanto riguarda l'intensità dei fenomeni, le quantità di materiale trasportato dalle colate detritiche e l'interazione tra i diversi processi naturali.

Lo studio evidenzia anche i limiti emersi in alcune opere di protezione realizzate dopo la precedente alluvione del 1978. In diversi casi i bacini di raccolta e le opere di trattenuta sono stati riempiti o superati dalle masse di detriti mobilitate nel giugno del 2024.

Oltre 60 milioni tra opere e ripristini

A seguito della catastrofe i rischi naturali nell'intera valle sono stati rivisti. "Per Lostallo la nuova carta dei pericoli è già stata completata", ha indicato a Keystone-ATS Luca Plozza dell'Ufficio foreste e pericoli naturali. L'aggiornamento riguarda tutti i riali tra San Vittore e Mesocco e il tratto della Moesa compreso tra i due comuni. Secondo Plozza, il lavoro sull'intera Mesolcina dovrebbe essere completato entro la fine del 2027.

Parallelamente proseguono gli interventi di ripristino e di protezione. Secondo una tabella aggiornata del Cantone, consultata da Keystone-ATS, le voci relative a opere di protezione, infrastrutture, strade, terreni agricoli e perizie superano i 60 milioni di franchi. Considerando anche edifici e impianti idroelettrici, il quadro complessivo si avvicina agli 84 milioni di danni stimati dall'analisi cantonale.

Tra gli interventi principali figura il progetto definitivo di protezione per la frazione di Sorte. Il vallo deviatore contro le colate detritiche della Rià de la Molera è preventivato in circa 8,5 milioni di franchi. Il progetto è stato elaborato e dovrà ottenere quest'anno l'approvazione di Cantone e Confederazione; in seguito il Comune di Lostallo sarà chiamato a pronunciarsi sulla quota residua a suo carico. In caso di procedura senza intoppi, l'inizio dei lavori è previsto per novembre 2026. Secondo la tabella dei costi aggiornata, restano inoltre aperti contributi per circa 2 milioni di franchi per pratiche ancora sospese legati agli edifici danneggiati a Sorte.

Le raccomandazioni future

"L'analisi mostra in modo chiaro che i pericoli naturali nel Moesano rimangono un rischio rilevante e possono aggravarsi ulteriormente a seguito dei cambiamenti dovuti ai mutamenti climatici", conclude l'Ufficio cantonale. Le raccomandazioni che emergono dall'analisi riguardano, tra l'altro, una migliore considerazione dell'umidità pregressa e dello scioglimento della neve, nonché una stima più precisa dei deflussi di detriti. Il Cantone intende inoltre rafforzare la pianificazione anticipata delle risorse, degli spazi di deposito e della comunicazione in caso di crisi.