"200 franchi bastano!", nell'UDC grigionese c'è chi dice "no"

L'UDC grigionese, come quello nazionale, raccomanda alla popolazione di approvare l'iniziativa per dimezzare il canone radiotelevisivo, in votazione l'8 marzo. Nel Grigionitaliano due sezioni sono di parere contrario alla base.
23.02.2026
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Manifesti colorati su un muro. A sinistra, un messaggio con testo rosso e nero che dice "Buona notte informazioni affidabili" e "NO" contro un'iniziativa
L'8 marzo la popolazione svizzera deciderà se dimezzare o meno il canone radiotelevisivo.
© Keystone-ATS / Christian Beutler

"Il partito lascia libere le sezioni locali di prendere la posizione che ritengono più opportuna", premette Davide Migliacci, presidente dell'UDC Valposchiavo, interpellato da Keystone-ATS. Secondo la sezione valposchiavina la misura dell'abbassamento del canone dagli attuali 335 franchi a 300 franchi e l'esclusione dal pagamento dell'80% delle aziende come propone il Consiglio federale è più che sufficiente. "Temiamo che realtà periferiche come la nostra potrebbero andare incontro a un impoverimento della copertura giornalistica da parte della televisione nazionale, rischio che altre zone non corrono. Ecco perché alla votazione popolare dell'8 marzo voteremo 'no'", ha continuato Migliacci.

Anche l'UDC Moesano condivide la posizione dell'UDC Valposchiavo, ha confermato il presidente Remo Zanetti a Keystone-ATS. Il partito non ha però pubblicato una raccomandazione di voto, come invece ha fatto la sezione valposchiavina.

Il portavoce dell'UDC grigionese, Jann Thöny, non è a conoscenza di altre sezioni con una raccomandazione di voto contraria all'iniziativa, lanciata proprio dai democentristi a livello nazionale. "Secondo le nostre strutture federali sono possibili diverse posizioni da parte delle sezioni regionali", ha continuato Thöny.

Le altre posizioni a livello grigionese

Oltre all'UDC cantonale anche la sezione grigionese Unione arti e mestieri sostiene l'iniziativa. Secondo il direttivo le imprese sono colpite in modo sproporzionato dal canone radiotelevisivo.

Il resto dei partiti, tra cui il PLR, il Centro, il PS e i Verdi liberali, raccomandano la popolazione di bocciare l'iniziativa. Pure il Governo grigionese sostiene quest'opinione, perché teme che le regioni periferiche e plurilingui come i Grigioni sarebbero particolarmente colpite da un dimezzamento del canone radiotelevisivo.

Anche le organizzazioni linguistiche Lia Rumantscha e Pro Grigioni Italiano mettono in guardia dalle gravi conseguenze per la visibilità delle lingue minoritarie.