Riaprono le capanne in Val Bondasca

La capanna Sasc Furä in Val Bondasca in Bregaglia sarà raggiungibile tramite un nuovo sentiero, inaugurato oggi. Domani riaprirà anche la capanna Sciora.
26.06.2026
3 min
Imponenti montagne con rocce scoscese e ghiacciai, circondate da alberi verdi e cielo parzialmente nuvoloso.
Fra oggi e domani riaprono le capanne di Sasc Furä e Sciora in Val Bondasca. Gli escursionisti potranno ammirare da vicino i giganti di granito.
© Keystone-ATS / Gian Ehrenzeller

Daniela Rota, custode dal 2022 della capanna Sasc Furä del CAS Bregaglia, si rallegra di aprire oggi le porte ai camminatori di ogni età e provenienza. Resterà a 1'900 metri di quota per tutta la stagione estiva godendo le lunghe giornate di luce e i tramonti mozzafiato. "Ringrazio il Comune di Bregaglia per l'impegno profuso in seguito alla colata detritica nel 2017, grazie al quale è di nuovo possibile raggiungere la capanna in tempi brevi", ha dichiarato Rota a Keystone-ATS. Dopo il distacco della parete del Pizzo Cengalo le permanenze sono quasi dimezzate. Nel 2016 - ultima stagione completa prima della frana - la capanna aveva registrato 1'121 pernottamenti. Nel 2019 erano stati solo 627. Le annate di maltempo, il COVID e l'accesso alla capanna più tortuoso hanno disincentivato le visite.

La custode si augura una maggiore affluenza al rifugio tramite con il nuovo sentiero. Rispetto al tracciato inaugurato nel 2019, per cui si impiegavano circa 5 ore per raggiungere la capanna, con il nuovo percorso ci vogliono circa 3 ore e mezza. Da Sasc Furä si può poi partire per svariate gite: ai piedi del Badile, poco sopra la capanna; ad anello, dal ripristino del vecchio sentiero tornando verso Cugian; verso la capanna Sciora, che inaugurerà la stagione estiva domani; verso il rifugio Brasca o verso il passo Trubinasca, fino a Novate Mezzola.

Ponte sospeso portato in Val Bondasca

Fra le novità del nuovo percorso c'è anche un ponte sospeso. Si tratta di quello installato nel 2018 a Bondo per riunire il paese con Promontogno. La passerella modulare è stata smontata e trasportata in Val Bondasca. Oggi fa risparmiare circa due ore di cammino, collegando il nuovo sentiero al tratto preesistente e preservato in località Selvartigh. Ogni anno prima dell'inverno verrà smontata, per evitare che venga danneggiata dalle slavine.

Non è stato l'unico ponte costruito dopo la frana del Pizzo Cengalo. Marcello Crüzer, responsabile dell'Ufficio tecnico comunale, enumera le opere costruite in seguito al 2017. Si sono susseguiti tra il 2019 e il 2020 il ponte Marlun nella Val Bondasca per consentire il passaggio di mezzi pesanti; nell'ambito della ricostruzione di Bondo, chiamata "Bondo II", l'innalzamento dei due ponti danneggiati. È seguito poi il Punt Spizarun e il tratto di strada cantonale sul torrente Bondasca, più la costruzione del ponte Punt che ricollega definitivamente Bondo a Promontogno. Dal 2023 al 2025 sono state costruite quattro nuovi ponti sospesi, lunghi tra i 34 e i 69 metri, per raggiungere la capanna Sciora.

Speranza di un aumento delle presenze

Questi lavori non sono stati semplici dal punto di vista della realizzazione e si è lavorato in zone che continuavano a essere a rischio. Eli Müller, direttrice di Bregaglia Maloja Turismo, definisce questo un importante passo per rendere più agile l'adito alle vette e alle capanne, consentendo nuovamente di effettuare escursioni in giornata anche a famiglie con bambini.

Il nuovo sentiero per Sasc Furä è contrassegnato dai segnavia bianco-rosso-bianco. Al turismo giornaliero potranno affiancarsi escursionisti più esperti e cimentarsi con il Sentiero Alpino Bregaglia che congiunge le capanne Forno, Albigna Sciora e Sasc Furä. Fino al 2019 l'accesso a quest'ultimo non era più possibile dalla Val Bondasca e la direttrice confida in un discreto aumento di presenze.