"Per molto tempo è stato detto che non fosse possibile appendere un quadro vicino a un Picasso, perché passa in secondo piano. In quest'esposizione vogliamo invece mostrare quanto possa invece essere fruttuosa e paritaria la contrapposizione", ha raccontato oggi la direttrice del Museo Kirchner, Katharina Beisiegel, al termine di una conferenza stampa a Keystone-ATS.
Nelle sale del museo un centinaio di dipinti, opere e schizzi dei due artisti vengono esposti l'uno vicino all'altro. "Il nostro intento non è mostrare chi fosse più bravo", ha sottolineato la direttrice. Il tutto è partito da un desiderio che Ernst Ludwig Kirchner formulò nel 1933: "Mi aspetto una mostra internazionale, dove le opere di Picasso e le mie siano appese l'una accanto all'altra".
Detto fatto, non proprio. Ci sono voluti 93 anni per far sì che questa visione divenisse realtà. Tre di essi sono serviti per organizzare i diversi prestiti, che arrivano dai musei di Picasso più famosi, ovvero da Barcellona, Madrid, Parigi e Berlino.
Le similitudini e le differenze dei due artisti
I due artisti sono nati a un anno di distanza: Kirchner nel 1880 ad Aschaffenburg, in Germania, Picasso nel 1881 a Malaga, in Spagna. Già in gioventù i due si confermano due talenti e i genitori li spronano a seguire questa strada. In una sala del museo sono esposti i disegni dei due durante l'adolescenza, entrambi influenzati dai tratti dell'impressionismo.
Negli anni i due scoprono poi il loro linguaggio artistico. "Kirchner era un pittore estremamente espressivo e colorato fin da giovane, mentre Picasso nella sua fase cubista lavorava con una palette di colori decisamente ridotta", ha spiegato Katharina Beisiegel. Dopo la Prima Guerra mondiale i due tornano ad avvicinarsi, usando forme più piatte, rotonde ed organiche.
Secondo la direttrice l'esposizione che rimarrà a Davos fino al tre maggio è un progetto importante anche a livello di storia dell'arte. "Entrambi sono stati fondamentali per l'arte moderna e hanno avuto un grande impatto sulle generazioni di artisti vissuti dopo di loro. E ora possiamo mostrare la loro grandezza assieme".