Criminalità organizzata, Cantone vuole cambiare prassi permessi

Il Canton Grigioni reagisce a seguito dei permessi di dimora rilasciati a persone legate alla camorra e alla 'ndrangheta domiciliate a Roveredo. Da metà maggio i richiedenti dovranno dichiarare se esistono precedenti penali o procedimenti in corso.
23.04.2026
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Vista panoramica di un villaggio montano con case dai tetti di differente colore e una chiesa con un campanile. Circondato da colline verdi e alberi.
A metà maggio si terrà un incontro fra i rappresentanti dei Comuni del Moesano, di diversi uffici cantonali e la Polizia cantonale dei Grigioni a Roveredo. L'attenzione sarà puntata alla lotta contro la criminalità organizzata.
© Keystone-ATS / Gian Ehrenzeller

"Queste indicazioni potranno dare adito a ulteriori accertamenti, come ad esempio la richiesta dell'estratto del casellario giudiziale. In caso di dubbi fondati possono confluire nel giudizio materiale e motivare una decisione negativa", ha spiegato oggi il Consigliere di Stato Peter Peyer (PS) in risposta a una domanda del granconsigliere mesolcinese Samuele Censi (PLR). Chi non sarà sincero, rischia il ritiro del permesso. La nuova prassi, già attuata in altri Cantoni della Svizzera orientale, entrerà in vigore a partire da metà maggio, ha dichiarato Peyer a Keystone-ATS.

La questione è stata sollevata durante l'ora delle domande in Gran Consiglio. Il deputato liberale ha chiesto al Governo chiarimenti sul funzionamento dello scambio di informazioni tra i Grigioni e gli altri cantoni, in particolare il Ticino, così come su eventuali adeguamenti della prassi per i casi con possibili legami alla criminalità organizzata.

La domanda segue la vicenda di quattro persone legate alla camorra e alla 'ndrangheta domiciliate a Roveredo. A fine febbraio, nell'ambito di un'operazione internazionale contro il traffico di stupefacenti e il riciclaggio di denaro, sono state arrestate su territorio francese e italiano. Da allora la questione fa discutere.

Incontro fra i Comuni e le autorità cantonali

Il cambio di prassi annunciato oggi può essere una misura che va nella direzione giusta, secondo Censi. "Ovviamente bisogna credere nella buona fede di chi fa questa autodichiarazione", ha detto il granconsigliere liberale a Keystone-ATS. "Sono convinto che la comunicazione fra i Cantoni e i vari uffici cantonali non è stata esemplare. Lì bisogna migliorare". Per chiarire le domande ancora aperte il granconsigliere depositerà oggi un'interpellanza al Governo, firmata anche da altri parlamentari.

Inoltre a metà maggio è prevista una riunione a Roveredo fra i rappresentanti dei Comuni del Moesano, collaboratori dell'Ufficio del registro di commercio, la Procura pubblica e la Polizia cantonale dei Grigioni. "Al centro dei colloqui sarà posta in particolare la questione della modalità di verificare l'attività operativa di società con personalità giuridica. L'obiettivo è evitare le imprese stipulino contratti di lavoro allo scopo di ottenere permessi di dimora", ha spiegato il Consigliere di Stato Peyer. "Gli incontri previsti e il coinvolgimento dei Comuni sono sicuramente una buona soluzione", ha commentato Censi. A metà giugno è previsto poi un ulteriore incontro fra le forze dell'ordine del Canton Grigioni e del Canton Ticino.

Il Dipartimento di Peter Peyer sta inoltre valutando la possibilità di istituire un gruppo di lavoro con diversi uffici cantonali. L'obiettivo è di sondare il margine di manovra per individuare, impedire e contrastare la criminalità organizzata nel Canton Grigioni. Secondo il Consigliere di Stato la questione non si limita infatti solo alla Mesolcina o alle valli meridionali. "La criminalità organizzata si sta espandendo in tutta la Svizzera".